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Ecomusei francesi da visitare assolutamente


in Vacanze in Francia

Gli ecomusei sono una curiosità a cui un secolo fa non si sarebbe nemmeno pensato. Ma con il cambiare dei tempi, la consapevolezza del nostro ambiente e la necessità di salvarlo e mantenerlo in salute diventano sempre più urgenti. È così che sono nati gli ecomusei, luoghi che si concentrano sull'identità e sul patrimonio di un determinato luogo invece che su mostre specifiche e il cui scopo è lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. La Francia è stato il primo Paese al mondo ad aprire ecomusei, ed è tuttora il leader mondiale in materia. Ecco gli ecomusei francesi da visitare prima di morire: non ve ne pentirete di certo!



Maison des Alpages, Besse-en-Oisans, Isère

L'agricoltura pastorale nei bei pascoli di montagna che circondano il pittoresco villaggio di Besse-en-Oisans è ciò che ha tenuto in vita la comunità per secoli, e la Maison des Alpages (la Casa dei Pascoli) presenta il condensato di conoscenze di questa antica arte agricola. Il museo ha attirato l'interesse non solo degli agricoltori tradizionali, ma anche di giovani laureati che hanno capito che questo tipo di agricoltura è molto più complessa di quanto sembri.

Cloches et Sonnettes Devouassoud, Chamonix

Se avete una buona conoscenza del francese, non perdetevi questo museo unico nel suo genere a Chamonix. La famiglia Devouassoud fabbrica campane e campanacci da generazioni ed è l'unica bottega di fabbro in circolazione ancora specializzata in campane su misura, trasformando questi semplici oggetti in veri e propri strumenti musicali.

Ecomuseo di Roudoule, Alpi Marittime

L'Ecomuseo della Roudoule, circondato dalle magnifiche Gorges du Cians e Gorges de Dalouis, è in realtà una collezione di ecomusei che raccontano la storia della Valle della Roudoule. A Puget-Rostang è possibile conoscere la città di Entrevaux, il pittoresco villaggio di Auvare, il Museo del Miele, il Sentiero dei Profumi e dei Sensi (Sentier des Senteurs) e un centro di scoperta a Puget-Théniers.

Ecomuseo della Noce, Castelnaud-la-Chapelle, Dordogna

Il pittoresco villaggio di Castelnaud-la-Chapelle non è conosciuto solo per l'imponente castello che sovrasta le case. Questo interessantissimo ecomuseo vi porterà nel mondo della produzione di olio di noce biologico. La bella casa colonica restaurata del XVIII secolo espone gli strumenti del mestiere, alcuni dei quali sono vecchi di secoli. Campioni gratuiti inclusi!



Ecomuseo di Saint Nazaire, Saint Nazaire, Loira Atlantica

La storia del comune balneare di Saint Nazaire è raccontata attraverso le esposizioni di questo affascinante museo che affronta anche il tema più generale del cambiamento del mondo nel corso degli anni e del ruolo dell'ecologia nella vita dei francesi. Per chi ama l'ecologia, questo è sicuramente un ecomuseo francese da visitare prima di morire.

Se sei curioso riguardo all'argomento trattato, è possibile approfondirlo nel contesto di altri Paesi e città interessanti; a tema Vacanze in Irlanda, ad esempio, puoi leggere l'articolo Castelli dell'Irlanda sud-occidentale.

Arles, città provenzale di arte e storia


Arles (52.000 abitanti) si trova nella regione della Provenza e sorge su una bassa collina dove il fiume Rodano si divide in due bracci formando il delta della Camargue. Il comune è il più grande della Francia, con una superficie di circa 170.000 ettari. È forse più famoso al di fuori della Francia per aver ispirato Van Gogh, il leggendario impressionista olandese, che ad Arles dipinse oltre 200 opere d'arte, tra cui gli amatissimi "Girasoli" e "Caffè notturno stellato".

Arles, passato e presente

Come molte città della Provenza, Arles è una metropoli antica. Fu fondata come "Theline" nel VI secolo a.C. dai Greci. Nel 535 a.C. fu conquistata dai Celti Saluvii che la ribattezzarono Arelate. I Romani ne presero il controllo nel 123 a.C. e costruirono un canale che la collegava al Mar Mediterraneo, rendendola un'importante città portuale. Arles ebbe un ruolo cruciale nei successivi giochi di potere politico, tra cui l'attacco di Giulio Cesare contro Pompeo nel 40 a.C.. La città raggiunse il suo apice durante il IV e il V secolo, quando fu spesso utilizzata come quartier generale degli imperatori romani durante le campagne militari. La sua storia da quel momento in poi è molto più ampia e diversificata nei dettagli, ma è la sua ricchezza di antichità e rovine (tra cui le mura medievali che ancora circondano la città e l'antica arena dove ancora oggi si combattono le corride) a rendere Arles una città moderna particolarmente emozionante.

Oggi Arles è la porta della Camargue, terra degli zingari e luogo di incontro dei cowboy della Camargue. Le ferias o corse dei tori e le corride si svolgono in questa stessa arena (12.000 posti a sedere) che fu teatro dei giochi romani nel primo secolo.
Un cenno a Van Gogh

Van Gogh si stabilì ad Arles nel febbraio del 1888, dopo di che dipinse più di 200 tele in 15 mesi. Durante questo periodo non vendette alcun quadro, era in povertà e soffriva di ricorrenti crisi nervose con allucinazioni e depressione. Si entusiasma all'idea di fondare una cooperativa di artisti ad Arles e verso la fine dell'anno si unisce a Gauguin. Ma a seguito di un litigio tra i due, Van Gogh subì la crisi in cui si verificò il famoso incidente in cui si tagliò l'orecchio sinistro (o parte di esso), evento ricordato nell'Autoritratto con orecchio bendato. Nel maggio del 1889 si fece ricoverare, su sua richiesta, in un manicomio a St Rémy, vicino ad Arles, ma durante l'anno trascorso lì continuò una produzione frenetica di quadri tumultuosi come Notte stellata. Nel corso di questo anno realizzò 150 dipinti oltre a disegni. La bellezza di Arles ha ispirato Van Gogh, e in cambio Van Gogh ha sicuramente una "impronta" su Arles. Passeggiando per le strade della città, non si può fare a meno di sorridere quando ci si imbatte in scene familiari, tutte tratte dalle tele di Van Gogh.

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