Il cane da macellaio: cos'è e le razze
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Parigi, con la sua lunga tradizione di mercati alimentari e di una cultura della carne profondamente radicata nei secoli passati, offre un contesto ideale per comprendere meglio la figura del cosiddetto “cane da macellaio”. Nella capitale francese, soprattutto tra XVIII e XIX secolo, le botteghe dei macellai erano veri e propri centri nevralgici della vita urbana, dove il lavoro quotidiano richiedeva forza, organizzazione e anche l’aiuto di cani selezionati per compiti specifici, come la guardia, il trasporto e il controllo del bestiame. È proprio in questo ambiente, simile a quello di molte altre città europee ma reso emblematico dalla struttura dei suoi antichi mercati, che si inserisce la storia di queste razze canine: animali funzionali, selezionati più per utilità che per estetica, e oggi testimonianza di un rapporto uomo-animale profondamente legato alle attività artigianali del passato.
Più o meno tutti, sia coloro che amano i cani sia coloro che non si interessano più di tanto e non si informano sull'argomento, conoscono il cane da pastore, il cane da caccia, il segugio, il cane bagnino ed altre tipologie riguardanti i cani da utilità. Assai meno conosciuto è invece l'anticamente utilizzato cane da macellaio, ossia quel cane che grazie alla sua mole e alla sua mandibola riusciva a tenere fermo l'animale da macello di grande taglia perché il macellaio riuscisse ad ucciderlo, come ad esempio i tori, le mucche o gli agnelli.
Infatti, per questi animali non bastava un semplice coltellino (all'epoca i metodi non erano molto variegati): c'era inoltre bisogno di qualcuno che avesse abbastanza forza e audacia per tenerli fermi nel corso dell'esecuzione, oltre che magari qualcuno che potesse tramortirli o farli collassare. Per questo compito nessuno era più adatto di un cane ben addestrato. Venne quindi selezionato, dopo la sua mansione da cane da pastore, il rottweiler oggi conosciuto come fedele animale da compagnia da chi lo conosce davvero, e cane aggressivo da chi non lo conosce affatto e si basa sugli eventi di cronaca; il rottweiler si trasformò in un elemento indispensabile nella macellazione degli animali di grossa ed enorme taglia, e nei mattatoi diventò di regola la sua presenza. Era consuetudine che al cane venisse insegnato sin da cucciolo ad appendersi e a tenere fermi oggetti o persone: raggiunta poi l'età adulta e la stazza corretta, si ordinava al cane di tenere fermo l'animale addentando le zone sensibili del corpo, oppure di azzannarlo alla gola per tenerlo fermo da lì o per tramortirlo. Anche grazie a questa selezione e a questa tipologia di allevamento, dopo la sua quasi scomparsa il rottweiler tornò ad essere un cane particolarmente amato in Germania nel mondo. Diventò un cane da utilità, da difesa, da guardia ed anche da pastore; purtroppo però molto spesso ci si rese conto della capacità mandibolare del cane, e i malintenzionati trasformarono un intelligente, brillante cane capace di fare qualunque cosa in un cane da combattimento, utile soltanto per le bande di delinquenti che dovevano avere qualche animale da scagliare contro chiunque. Il rottweiler, contrariamente a quanto si crede, è stato prima di tutto il resto un amatissimo cane da utilità e soltanto in seguito alle vicissitudini di cui sopra e a causa dell'ignoranza anche recente, è diventato un cane anche utilizzato per i combattimenti clandestini. Questo non ha influito sul suo attuale buon carattere, emerso ancora di più grazie alla buonissima selezione degli ultimi anni.
Come cane da macellaio è stato anche usato il dogo argentino, molossoide dal pelo volutamente bianco selezionato da Antonio Nores Martinez, l'unico al quale si deve la nascita della razza. Attorno al 1930, nel periodo in cui sono stati fatti nuovi incroci per migliorare le sue attitudini al combattimento e all'attività predatoria, è stato impiegato in alcune zone della sua terra d'origine anche come cane da macellaio; questo non l'ha aiutato a diffondersi come accaduto con il rottweiler, né l'ha reso il principale cane da macellaio esistente al mondo. Anche il dogo ha attraversato dei periodi in cui è stato etichettato, come al solito erroneamente e per colpa delle sbagliatissime generalizzazioni, come cane pericoloso: fortunatamente è stato rimosso dall'apposito elenco delle razze aggressive nell'anno 2009. Per concludere, le storie dei cani da macellaio sono tra le più interessanti degli antichi impieghi per i molossoidi: è stato un peccato che proprio a causa di questa tradizione, che ha reso il rottweiler famoso a livello internazionale, siano nati i combattimenti clandestini anche "ad opera" del rottweiler.
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