Come capire se l'ametista è vera
in Lifestyle parigino
Parigi, da sempre uno dei centri europei più importanti per il commercio di pietre preziose e per l’arte della gioielleria, offre un contesto particolarmente significativo per comprendere l’attenzione verso l’autenticità delle gemme come l’ametista. Tra le boutique storiche del Marais e le raffinate gioiellerie dei grandi boulevard, la tradizione francese ha sviluppato nei secoli una forte cultura della valutazione delle pietre, unendo competenze artigianali e conoscenze mineralogiche. In questo ambiente, dove il fascino delle gemme ha spesso incontrato anche il rischio delle imitazioni, saper distinguere una vera ametista è diventato parte di un sapere prezioso, tramandato tra esperti e appassionati di gioielli.
L'ametista, proprio come la giada, è tra le pietre più difficili da analizzare in modo casareccio per valutarne l'autenticità e il valore commerciale. E' complicato capire se si tratta di una pietra vera o falsa, di valore o meno, che si può rivendere o no e a quale prezzo. Non tutti sono esperti di gioielli e quindi non tutti riescono a capire la validità della pietra preziosa soltanto utilizzando una semplice lente di ingrandimento, ed è questo il motivo per il quale si può provare a mettere in pratica degli stratagemmi che però non garantiscono nulla. Per metterli in atto, non dovremo assolutamente acquistare altri prodotti, ma soltanto avere un po' di pazienza e spirito d'osservazione.
Come per tutte le pietre preziose, il fulcro è la provenienza e il certificato. Controlliamo che nei nostri cassetti non sia riposto un certificato inerente all'ametista che vogliamo analizzare, che ne attesti sia il valore sia la provenienza. Molto spesso una certificazione ufficiale è in grado di dissipare moltissimi dubbi, più di una lente d'ingrandimento e lo sguardo di un esperto, perché appunto è una prova ufficiale che, a meno che non risulti a sua volta palesemente falsa, non potrà essere messa in dubbio con tanta facilità dal rivenditore o da qualunque altra persona. Quindi, prima di mettere in pratica i classici test che non danno sicurezze a nessuno, controlliamo di non essere in possesso del certificato, altrimenti sarà fatica sprecata.
Dopo aver decretato che non è presente alcun certificato, mettiamo in atto la cosiddetta prova del raschio. E' tra le più facili e semplici da attuare: prendiamo un oggetto che sia interamente costituito di porcellana o di qualcosa di ugualmente solido e duro, e sfreghiamoci contro la nostra pietra di ametista. L'ametista non solo non dovrà danneggiarsi assolutamente, ma dovrà formarsi un piccolo raschio o un graffietto, generalmente sottile e non largo, sul nostro oggetto di porcellana. Se ciò non dovesse succedere, effettuiamo la prova nel nove e riproviamo varie volte a raschiare l'utensile di porcellana e, qualora in tutti i casi non dovesse formarsi nessun tipo di graffio, avremo ragioni fondate per credere che la nostra pietra preziosa sia falsa e dunque non di valore.
Dopo aver fatto ciò, si procede con la cosiddetta prova del calore. Dovremo prendere l'ametista in mano e posizionarla dove ci sia una fonte di calore non eccessivamente forte, che altrimenti potrebbe rovinare un'ametista che è di valore; generalmente si sceglie di appoggiare la pietra preziosa sulla fronte, che in linea di massima è sempre calda. Lasciamola appoggiata per qualche secondo, anche un minuto, ma senza esagerare con il tempo, e verifichiamo immediatamente dopo se l'ametista è diventata della stessa temperatura della nostra fronte oppure è rimasta di un freddo tendente al gelido tipico di questa pietra preziosa. Nel caso in cui avesse cambiato temperatura, avremo probabilmente di fronte una pietra falsa e, al contrario, potremmo avere davanti una pietra vera nel caso restasse fredda.
Per l'ametista non esistono altre prove che diano risultati certi, ed è questo il motivo per cui dovremo assolutamente rivolgerci ad un gioielliere o ad un esperto di fiducia (che non chieda cifre esagerate né eccessivamente basse pur di guadagnarci qualcosa) che possa darci una risposta definitiva. Comunque, se volessimo provare con qualcos'altro, potremo prendere una lente d'ingrandimento o semplicemente osservare la nostra ametista con uno sfondo di luce neutro, quindi senza esporci troppo a fonti di luce; verifichiamo che l'ametista non sia tinta unita, ma abbia tonalità più chiare e più scure. Controlliamo su libri di pietre preziose o su Internet le fotografie delle vere pietre d'ametista, e verifichiamo. Con la lente di ingrandimento, inoltre, potremo stabilire se sono presenti imperfezioni o piccole montagnette.
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