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Mont Saint-Michel


Tra le varie attrazioni visitabili nei dintorni di Parigi ve n'è una, Mont Saint-Michel, che è davvero particolare, talmente caratteristica che i visitatori provenienti da tutto il mondo che si fiondano a visitarla ne rimangono paghi, abbagliati, grazie ad uno spettacolo particolarissimo che solo la natura sa offrire.


Mont Saint-Michel offre, a chiunque si prenda la briga di raggiungere la Normandia, precisamente l'omonimo comune Le Mont-Saint-Michel del dipartimento francese della Manica, ubicato nella regione della Bassa Normandia, presso la costa settentrionale della Francia, un paesaggio mozzafiato che varia in funzione del dislivello dell'acqua causato dalle maree, una esperienza visiva unica, in cui una collina sormontata da un'abbazia benedettina fa da sfondo ad un paesaggio di tipo marino, dove talvolta l'acqua non è visibile e lascia lo spazio alle sabbie mobili, descritte anche da Victor Hugo.

I numeri parlano chiaro: grazie ad un afflusso annuo di oltre 3 milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, Mont Saint-Michel è il sito turistico più visitato della Normandia e uno dei più visitati della Francia intera. Certo, non si tratta dei circa 15 milioni di turisti che visitano Parigi ogni anno ma, anche prendendo la Ville Lumière come termine di paragone, si comprende che si tratta di una mole umana non indifferente, soprattutto se si riflette sulla differenza di estensione dei due luoghi.

La collina che si affaccia sulla baia, di fatto un promontorio, è raggiungibile dalla riva solo attraversando una strada che emerge dalle acque, talvolta in modo quasi spettrale. La baia, che che si apre sull'oceano Atlantico, ha un ruolo predominante nel panorama che si staglia in lontananza. Quando c'è l'alta marea, ci si trova davanti lo spettacolo di un'isola misteriosa, che si rispecchia meravigliosamente sulle acque, e si capisce bene il motivo per cui Mont Saint-Michel è appellato come meraviglia d'Occidente ed è stato dichiarato patrimonio storico nel 1862 e Patrimonio dell'Umanità, dall'Unesco, nel 1979; anche molte costruzioni ivi presenti sono classificate come monumenti storici.

Di fatto, Mont Saint-Michel è, al pari ad esempio del Castello Aragonese di Ischia, un'isola tidale, ossia un'isola che, in linea di principio, può essere raggiunta dalla terraferma solo durante la bassa marea, attraverso un percorso sabbioso, detto tombolo, sul quale spesso viene costruita una diga, che viene completamente sommerso durante l'alta marea. Questa caratteristica, che chiaramente favorisce l'isolamento durante l'alta marea, è stata spesso utilizzata, nella storia, per rendere alcuni siti il più possibile inespugnabili, tipicamente quelli destinati alla costruzione di fortezze.

La collina è costituita da roccia granitica e la sua cima si trova a 92 metri sopra il livello del mare; si tratta, cioè, più che altro di un isolotto, di appena 960 metri di diametro, che insiste su un'area di circa 280 ettari. Nella baia sottostante vi sono sedimenti di natura diversa; quelli più in profondità vengono ivi trasportati dai fiumi Sée, Sélune e Couesnon. Riguardo all'estensione del suolo sabbioso, si pensi al fatto che, il secolo scorso, si riuscivano ad estrarre ben 500.000 metri cubi di sabbie calcaree all'anno.

Sulla cima della collina fa bella mostra di sé l'abbazia di Mont Saint Michel, al centro, quindi, del pittoresco paesaggio costituito dalla grande baia, di circa 500 metri quadrati, e della collina. Mont Saint-Michel non solo rappresenta una meta turistica di grande rilievo per i tempi odierni, ma ha anche rappresentanto, in passato, per un lungo periodo che va dal dall'VIII al XVIII secolo, una importantissima meta di pellegrinaggio, proprio per l'abbazia benedettina presente sulla sua cima.

Il santuario era tenuto in grande considerazione non solo dal clero, ma anche dalla nobiltà, tant'è vero che riceveva costantemente doni dai duchi di Normandia e dai sovrani di Francia; questo avveniva grazie anche alla vicinanza di Mont Saint-Michel al ducato di Bretagna. Il suo prestigio era tale che fu creata una cittadina ai suoi piedi, per favorire il pellegrinaggio e trarne anche profitto economico.

La storia del santuario ha per protagonista il vescovo franco Auberto di Avranches, imbastito del suo ruolo nel 704. Secondo narrazioni leggendarie, nel 708, mentre pregava sul Mont Tombe, vecchia denominazione dell'isola, l'uomo di chiesa, dopo essersi addormentato, vide in sogno l'arcangelo Michele, per ben tre volte; in una delle visioni l'arcangelo combatteva contro un drago e lo sconfiggeva sul promontorio, e alla fine impartiva al vescovo l'ordine di dar vita alla costruzione di un santuario, proprio lì dove aveva sconfitto il drago, un luogo di culto che fosse simile a quello del Monte Gargano, ubicato in Italia. Anche le altre due visioni contemplavano l'arcangelo Michele che ordinava al vescovo di edificare una chiesa e, dopo l'ultima, sempre secondo la leggenda, egli forò la sua testa con un dito, come punizione per non essere stato obbediente. Il vescovo si decise, allora, finalmente, ad edificare il santuario. Il suo cranio, rinvenuto nell'XI secolo con tanto di foro, è custodito nella Basilique Saint-Gervais d'Avranches, comune sempre della regione della Bassa Normandia, molto vicino a Mont Saint-Michel.

L'abbazia, dunque, secondo le narrazioni, ebbe origine da un oratorio allestito all'interno di una grotta sul Mont Tombe, che non a caso successivamente fu denominato Mons Sancti Michaeli in periculo mari, in Francese Mont Saint-Michel au péril de la mer, ossia Monte San Michele al pericolo del mare. Essa fu consacrata nel 709 e, se ancora oggi riscuote così tanto successo, è anche merito della sua particolare architettura, in parte religiosa e in parte militare, d'epoca medievale, in cui diversi strati di materiale costruttivo si sono sovrapposti nel corso del tempo per dar vita ad una struttura in cui coesistono stili diversi, ad esempio quello carolingio, quello romanico e quello gotico fiammeggiante. Il suo chiostro, in particolare, lascerà letteralmente a bocca aperta anche i meno suggestionabili.

Del resto, il culto di San Michele, di derivazione orientale, è sempre stato molto presente in Europa sin dai tempi antichi, e l'abbazia a lui dedicata sul Mont Saint-Michel è una delle tre più importanti del vecchio continente; le altre due sono la Sacra di San Michele, ossia l'Abbazia di San Michele della Chiusa, in cima al monte Pirchiriano, all'imbocco della val di Susa, in provincia di Torino, e il santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, in provincia di Foggia. In un certo qual modo, infatti, a partire dal V secolo, il culto di San Michele si diffuse in Italia in molti luoghi caratterizzati da alture e da grotte, tipicamente là dove si ergevano colline e montagne.

Dallo studio del sito di Mont Saint-Michel è emerso anche che, un tempo, in epoca gallica, esso si trovava all'interno della foresta di Scissy, dove erano stanziate due tribù celtiche praticanti culti druidici, e che le acque del mare hanno pian piano inghiottito tale foresta a causa dell'abbassamento progressivo del suolo, a partire dal III secolo. Una leggenda parla di una repentinità prodigiosa dell'evento, ma sembrerebbe che, in realtà, il tutto sia avvenuto con estrema lentezza.

Non sono dunque soltanto le maree tra le più grandi d'Europa, con i circa 15 metri di dislivello nelle acque che comportano, a conferire spettacolarità allo scenario naturale che si prospetta davanti ai propri occhi quando ci si reca a Mont Saint-Michel; la bella abbazia, ma anche il paesaggio collinare in sé, confluiscono a rendere il risultato visivo unico, e così accattivante per chiunque. Lo spettacolo è amplificato dalla velocità con cui le maree variano il livello delle acque, soprattutto quando l'alta marea sale repentinamente sommergendo tutto ciò che si trova intorno.



Le maree, certamente, hanno avuto una rilevanza notevole in passato, a parte quella visiva che hanno oggi; la loro sussistenza e la continua variabilità del livello delle acque rendevano, infatti, molto difficile espugnare la collina, e la strategia di attacco da parte di eserciti ostili dipendeva fortemente dal livello delle acque sul momento, che poteva essere così basso, durante la bassa marea, da consentire solo attacchi via terra, o così alto, durante l'alta marea, da consentire solo attacchi via mare.

Basti pensare che, nel 1423, l'esercito inglese assediò Mont Saint-Michel, che era stato fortificato in occasione della guerra dei cent'anni con una nuova cinta muraria inglobante anche la cittadina sottostante, ma non riuscì ad espugnarla per ben undici anni, nonostante la superiorità numerica dei suoi soldati, e si dovette quindi ritirare, sconfitto, nel 1434. Fu proprio durante il periodo di pace che seguì, nel 1440, che l'abbazia di Mont Saint-Michel fu arricchita da una nuova abside, in stile gotico fiammeggiante. Dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese, nel 1791 l'abbazia fu adibita a prigione e, due anni dopo, oltre 300 sacerdoti ne divennero detenuti. La prigione fu chiusa definitivamente nel 1863.

Per accedere alla collina di Mont Saint-Michel vi era una diga, o per meglio dire una digue-route, con funzionalità di strada, risalente al 1880, che, trattenendo la sabbia, influiva negativamente sulla baia, che così continuava ad insabbiarsi inesorabilmente a causa dei sedimenti che si accumulavano ai suoi lati. In tal modo la caratteristica della collina di stagliarsi sulle acque a mo' di un'isola tendeva a scemare lentamente nel corso del tempo, ragion per cui si è pensato di rimuovere la diga e introdurre una passerella sospesa al suo posto.

A partire dal 2014, dopo sei anni di lavori e 180 milioni di euro spesi, l'isolotto può dunque essere raggiunto tramite un nuovo accesso, un ponte-passerella con due percorsi pedonali e un percorso centrale riservato alle navette, un'opera rispettosa del paesaggio, che non intralcia il flusso dell'acqua, scongiurando così la tanto temuta sedimentazione.

Per accedere alla cittadina medievale alle pendici della collina vi sono tre ingressi attraverso le mura di fortificazione, con tanto di porte, di cancelli: la Porte de l'Avancée, che rappresenta l'entrata principale, la più esterna, la Porte du Boulevard, il vero e proprio punto d'ingresso al borgo medievale, e la Porte du Roi, ossia la Porta del Re, finemente decorata, con un ponte levatoio, che difatti è la porta più interna, che dà direttamente sulla scalinata che porta alle mura esterne e sulla Grande Rue, ossia sull'unica strada che, girando intorno alla collina, conduce all'abbazia. Oltrepassate le porte, ci si troverà immersi in un agglomerato di negozi di souvenir, di ristoranti e di locali vari, nonché di turisti.

In realtà, vi è anche un'altra porta, meno famosa e meno utilizzata, che consente di accedere alla città medievale: la Porte Eschaugette, un punto di ingresso alternativo che si trova alla sinistra della porta principale, ossia alla sinistra della Porte de l'Avancée. Vicino al muro di cinta si trovano le Michelettes, due bombarde inglesi in ferro battuto, pezzi d'artiglieria simili a cannoni che il nemico abbandonò sul campo durante l'assedio del biennio 1423-1424.

Una volta che si decide di visitare Mont Saint-Michel, si può anche fare un pensierino per la visita di un'altra attrazione situata nei dintorni: la cittadina di Avranches; la peculiarità di questo bel luogo di visita consiste nella sua particolare posizione dominante, che è proprio di fronte alla baia, ad una ventina di chilometri dal Monte dell'Angelo. Si tratta di una cittadina che, tra l'altro, ospita lo Scriptorial d'Avranches, o Musée du manuscrits du Mont Saint-Michel, un museo dedicato ai manoscritti dei monaci dell'abbazia di Mont Saint-Michel e che quindi può rendere completa la visita della meraviglia d'Occidente.

Mont Saint-Michel è aperto, esclusi i giorni festivi dell'1 gennaio, dell'1 Maggio e del 25 dicembre, nei seguenti periodi:

- dal 2 maggio al 30 agosto, dalle ore 9:00 alle ore 19:00, con ultimo ingresso alle ore 18:00;

- dall'1 settembre al 30 aprile, dalle ore 9:30 alle ore 18:00, con ultimo ingresso alle ore 17:00.

Costo biglietto per visite non guidate: € 9
Costo audioguida (in Italiano, Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo): € 4




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